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Il 9 dicembre alle 21 si è svolta nella Sala Magna della Società Italiana “Víctor Manuel II” di Rafaela, la Cerimonia di chiusura dell’anno scolastico 2008 dei Corsi organizzati dall’Associazione. L’insegnante Alejandra Ronco ha avuto il compito di condurre la cerimonia, svolto con molta cura.
Con rispetto e fervore abbiamo cantato i versi dell’Inno Argentino e l’Inno Italiano.
Alunne del Iº Corso Superiore di Lingua e Cultura Italiana hanno portado le bandiere Argentina e quell’Italiana.
Dopo le parole della Responsabile dei Corsi, Pilar Zenklusen, l’Agente Consolare Onorario di Italia in Rafaela, C.P.N. Italo Cassina, ha consegnato un libro per la biblioteca della Dante al presidente dell’Asociazione Dtt. Carlos A. Rosso.
Come è abitudine in queste cerimonie, la musica è stata presente con il Coro “Rafaela Canta” diretto dal Prof. Luís Anselmi che hanno interpretato canzoni italiane, ognuna spiegata con garbo e simpatia dal loro direttore.
Si sono consegnati i Certidicati a tutti gli alunni dei Corsi di Lingua e Cultura italiana.
Il Presidente dell’ Associazione, Carlos A. Rosso; la Vicepresidente, Angela T. in Gianinetto e la Segretaria Prof.ssa Raimelda Restelli, felici per finire le attività di un altro anno. Bravi tutti e tre!
Alcune delle insegnanti e la Direttrice dei corsi soddisfatte del lavoro svolto durante l’anno 2008 e già pronte per programmare le attività dell’anno prossimo. A lavorare, ragazze!!
Il 2 giugno di 2008 alle ora 20, nella Sala Magna Della Società Italiana di Rafaela organizzata dalla Società Italiana “Víctor Manuel II”, l’ Agenzia Honoraria d’Italia in Rafaela e l’Associazione Dante Alighieri de Rafaela, ha avuto luogo la Cerimonia ufficiale per commemorare il Giorno Della Repubblica Italiana e il Giorno dell’immigrante italiano. La Signora Elda Frenquelli in Baldessari, in rappresentanza Della Società Italiana, si è riferita ai fatti che portarono alla dichiarazione Della Repubblica di Italia.
Il 2 giugno è la data in cui si cellebra la festa più importante degli italiani ed è stata opportuna l’occasione per presentare l’autorità che rappresenta il governo italiano nella nostra città: l’Agente Consolare Honorario d’Italia in Rafaela, Dott. Italo Cassina chi si è rivolto ai presenti. Gli immigranti italiani sono ricordati il 3 giugno perché in quel giorno, nell’anno 1770, nacque il figlio di un genovese nella nostra terra: Manuel Belgrano,forse, il più grande degli eroi argentini.
Il
nostro Paese è cresciuto insieme agli immigranti che lasciarono
la loro terra, con una valigia carica di speranza. E come dice Roberto Cossa, uno dei dammaturghi più significativo della letteratura argentina:
"Le braccia viaggiarono,
Il canto è anche un modo di espressione di gran valore e qualità. Rendiamo omaggio a quegli immigranti italiani con uno spazio musicale a carico del Coro “San Virgilio” della Famiglia Trentina di Rafaela diretto dalla Dott.ssa Verónica Ghiano.
Il presidente dell’Associazione Dante Alighieri de Rafaela, Dott. Carlos Rosso, ha chiuso la ceremonia salutando e ringraziando tutti i presenti.
La metafora del mare nella narrativa di A. Baricco. Organizata dall’Associazione Dante Alighieri di Rafaela, il 12 giugno ha avuto luogo nella Sala Vecchioli della Società Italiana “Víctor Manuel II” di Rafaela, la conferenza “La metafora del mare nella narrativa di Alessandro Baricco", a cura della Dott.ssa in Lettere Moderne Susana Angélica Cordiano. La Dott.ssa Susana Angélica Cordiano si è laureata nella Facoltà di Filosofia e Umanità dell’Università Nazionale diCórdoba- Argentina. È docente di Lingua e Letteratura in alcune della scuole Medie della città. È docente di Comunicazione Linguistica nella Facoltà Regionale di Rafaela dell’UTN (Università Tecnologica Nazionale) ed è a capo di uno spazio curricolare Ottativo su Letteratura Regionale all’Instituto Superior del Profesorado Nº 2 di Rafaela. È noto sottolineare che la Dott.ssa Cordiano ha frequentato i corsi di Lingua e Cultura italiana nel nostro Comitato ottenendo il “Certificato Dante Alighieri” e attualmente è alunna del corso di aggiornamento.
Settimana della Lingua Italiana - 2008. La VIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo che si organizza ogni anno nel mese di ottobre ha proposto quest’anno come tema "L'italiano in piazza". Vi invitiamo a leggere il lavoro della nostra alunna María Isabel Bruera, che frequenta il Quinto Corso.
L 'italiano in Piazza. Qualche piazza di Firenze...(anche a modo mio). Ero lì...Alla fine..Ero alla città dell`arte, per frequentare un corso di lingua per stranieri alla Dante di Firenze. Quella serata di febbraio, la culla del Rinascimento mi riceveva spalancata. Già sistemata all’ albergo, sono uscita in fretta alla ricerca della Piazza del Duomo, giacché la cupola del Brunelleschi si vedeva dalla strada dell’ albergo. Cercavo qualche cosa da mangiare, ma proprio niente mi andava giù. Il giorno dopo sarebbe stato l’esame alla Dante per definire il livello...Io avrei dovuto fare “un’ occhiata” alle coniugazioni verbali, però ricordavo le parole della mia Prof.ssa prima della partenza- “Nessuno dei nostri studenti hanno fatto una brutta figura frequentando corsi in Italia”- Incoraggiata da quelle parole camminavo verso il Duomo...Che una cinquantenne saltasse per strada, non si sarebbe visto bene, quindi solo camminavo tranquilla...era il cuore che faceva questo mestiere...
La Dante di Firenze
Avvicinandomi alla Piazza del Duomo, il fascino andava in crescendo...Ero convinta che quel “Sindrome di Stendhal” fosse proprio così. Si tratta di uno dei complessi monumentali più famosi d`Italia, che sorge nel cuore del centro storico di Firenze. È dominata dalla mole della Cattedrale (Duomo), accanto si trova il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni. La piazza sempre è affollata...turisti, studenti, cittadini...tutti si trovano lì. È il cuore turistico della città. Dovunque uno vada, si sente..."ci troviamo al Duomo".
Il Duomo
L`enorme cattedrale fiorentina è fra le opere architettoniche più importanti del perìodo a cavallo tra il gotico e il rinascimento, ed una delle più belle e grandi cattedrali europee. Fu iniziata, per incarico della Signoria, nel 1296 dall`architetto Arnolfo di Cambio nel luogo dove sorgeva l`antica cattedrale di Santa Reparata. L`arte della Lana che aveva ricevuto l`incarico di sovrintendere alla costruzione, nel 1334 affidò la direzione dei lavori a Giotto, e dopo il 1350 a Francesco Talenti, a cui si deve un nuovo progetto che alterò parzialmente quello arnolfiano. Dopo che entro il 1364 erano state ultimate le prime tre campate, nel 1378/80 fu realizzata la copertura della navata centrale e di quelle laterali. Il problema della costruzione della cupola fu risolto dopo lunghi dibattiti dal Brunelleschi, che a partire dal 1418, assurse al ruolo di primo architetto rinascimentale. La sua geniale soluzione tecnica consisteva nella creazione di una doppia calotta autoportante, che non richiedesse la presenza delle tradizionali armature di sostegno. Il 25 marzo del 1436 Santa Maria del Fiore venne consacrata da Papa Eugenio IV. La lanterna, costruita dopo la morte del Brunelleschi (1446), fu completata dal Verrocchio nel 1468, il quale la coronó con la palla bronzea e la croce. La grande cupola domina la piazza, la città e l’interna piana, essendo visibile da numerosi punti nelle colline circostanti anche a notevole distanza, fino alla provincia di Prato e addirittura ad alcuni comuni di quella di Pistoia. Un disco di marmo bianco sul retro della piazza segna il punto dove cadde la sfera nell’ anno 1600 in seguito ad una forte tempesta. Fu ricostruita più grande e ricollocata due anni dopo. Emilio De Fabris si aggiudicò l`esecuzione della facciata attuale, in stile neogotico, costruita fra il 1871 ed il 1887. Campanile di Giotto: È situato a fianco della cattedrale, originalmente disposto a fianco della facciata invece che in posizione arretrata. Fu progettato da Giotto, da cui il nome, ma realizzato da Andrea Pisano e completato da Francesco Talenti. È alto 84 metri e progressivamente si alleggerisce nelle forme per la presenza di bifore e trifore. Interamente rivestito da marmi policromi bianchi, verdi e rosati, è decorato anche da numerose sculture e formelle. Oggi in larga parte sostituite da copie e conservate nel Museo dell`Opera del Duomo. Nelle formelle del basamento sono raffigurate le “Attività umane” vero manifesto della Firenze corporativa del medioevo, eseguite da Andrea Pisano e Luca della Robbia, mentre nella seconda fascia “I pianeti” “La Virtù” “le Arti Liberali” ed “I sacramenti”.
Le attività umane – Andrea Pisano Museo dell`Opera del Duomo: Mi permetto raccomendare caldamente una visita. Si trova in un palazzo davanti alle absidi della Cattedrale, dominato da un busto di Cosimo I sulla facciata. L`Opera del Duomo è tuttora un ente che cura l`amministrazione, la salvaguardia ed il restauro di tutti i monumenti e musei affacciati su Piazza del Duomo e Piazza San Giovanni. Il museo oggi ospita numerose opere rimosse per motivi di salvaguardia dai monumenti della piazza, come le formelle e le sculture del campanile, “La Porta del Paradiso”di Lorenzo Ghiberti dal Battistero, le cantorie di Donatello e di Lucca della Robbia; “La Maddalena” sempre di Donatello, e una “Pietà” di Michelangelo provenienti dall`interno del Duomo. Una sezione è dedicata alla costruzione della Cupola del Brunelleschi, mentre è completamente documentata la storia della facciata, dalle sculture rimosse dalla primitiva opera di Arnolfo di Cambio (distrutta nel 1587) ai progetti giunti per il concorso internazionale bandito nell`Ottocento. La Piazza del Duomo è il luogo privilegiato per la celebrazione delle principali feste religiose. Tra le ricorrenze più importante si possono ricordare lo Scoppio del Carro in occasione della Pasqua e la Festa di San Giovanni Battista (24 giugno), patrono di Firenze.
Lo scoppio del carro
Per chiudere con i dettagli della Piazza del Duomo c’è un annedoto ancora famoso; è quello legato alla famiglia dei Bischeri, quella che si rifiutava di vendere la propria casa per far spazio alla Cattedrale; ma si trovò beffata perché un incendio la distrusse, da cui deriverebbe l`ofessa tipica cittadina indirizzata agli stolti. (“O Bischero”!!!). Lascio lentamente la affollatissima Piazza del Duomo, facendomi posto tra la gente e le camere fotografiche. In Piazza del Duomo nessuno si siede, tutti rimangono in piedi assorti dalla bellezza, con lo sguardo que va alzandosi fino alla cupola del Brunelleschi, da cui dirò senza dubbio che è insieme il giglio, l`identità di Firenze. Torno all’ albergo. Domani sarà il primo giorno del corso alla scuola del “giglio danzante”, qui nella città del sommo poeta. Non ho potuto dormire. È già arrivata Noelia, u’altra studentessa che anche frequenterà il corso di quattro settimane. Siamo andate alla sede della Dante, vicinissima all’ albergo. L`accoglienza è stata indimenticabile, pasta e vino per tutti gli studenti, (ovvio, dopo aver finito l`essame) in quel chiostro del XV sec, con la bellezza degli affreschi ristaurati dopo l`alluvione nel 1966. Il chiostro viene chiamato della S.S Annunziata, visto che la Piazza che porta lo stesso nome si trova vicinissima.
Chiostro della S.S. Annunciata
In quel cortile di una sotile bellezza abbiamo conosciuto Mariela, un`altra studentessa brasiliana, che si trovava da sei mesi a Firenze, imparando la bella lingua. Lei è stata una guida di lusso! All’improvviso , tutte e tre, abbiamo deciso di andare alla scoperta della città. Avendo fatto quattro pasi, troviamo il Museo di Archeologia dell`Etruria. (non devo dire che questo posto, dove si trovano tantissimi testimonianze etrusche, diventò uno dei miei posti più frequentati). Andando avanti, siamo arrivati in cinque minuti alla Piazza della Santissima Annunziata.(Quella piazza, essendo così vicina alla scuola ed all’ albego, sarebbe quella che ogni giorno diventasse il sentiero abituale al centro ci aspeterebbe finendo il giorno). Al creposcolo gli innamorati si trovano lì, come in tante piazze nel mondo, a vivere la loro storia d`amore.
Piazza della Santissima Annunziata
È una piazza di grande armonia stilistica, alla quale misero mano alcuni fra i più grandi architetti rinascimentali. La Basilica da cui prende il nome, la S.S. Annunziata, appunto, si trova dietro il portico centrale. Lì vedo per prima volta, quello che poi avrei visto per tutta la città, lo scudo mediceo (quello della famiglia Medici, la più importante della città attraverso i secoli). Allora, questa zona, venne scelta dai Sette Santi Fondatori nel 1250 per creare la loro piccola chiesa, che si trovava fuori dalle mura. La chiesa, custodisce anche un`Annunciazione miracolosa dipinta secondo la leggenda di un angelo miracoloso, divenne meta di pellegrinaggi e processioni e fu presto necessario ampliare la chiesa e la piazza, oltre a creare una comoda via di collegamento verso il centro: Via de`Servi. Questa Piazza è anche importante, perché qui si trova L`Ospedale degli Innocenti. Quest’Ospedale, risale ai primi del Quattrocento. Fu il primo orfanotrofio europeo e rappresenta il primo edificio in stile rinascimentale. Fu costruito su progetto di Filippo Brunelleschi a partire del 1419 per volontà dell`Arte della Seta come istituto di beneficenza e assistenza all`infanzia. I lavori furono seguiti da Brunelleschi fino al 1436 anno in cui era già terminato il loggiato, che si trova anche in questa piazza.
Ospedale degli Innocenti
La ruota: I piccoli venivano lasciati presso la pila dell`acqua santa, posta all`estrema sinistra del porticato, poi sostituita da una ruota girevole in pietra, la cosidetta “rota”, restata un uso fino al 1875. Le madri disperate potevano così appoggiare i loro figli (i gettatelli), girare la ruota e suonare la campanella, facendoli entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano delle lettere o dei ricordini insieme ai neonati. Molto frequentemente si trattava di medaglie spezzate, con le quali si sperava di ottenere un ricongiungimento con i figli in tempi migliori.
La ruota: qui lasciavano i bambini Ai trovatelli veniva assegnato il cognome “Innocenti”, ancora oggi difusso a Firenze. Tutt`ora, l`Ospedale ospita due asili nido. Veramente, se uno si ferma di fronte alla ruota, il sangue diventa ghiaccio. È incredibile. Dentro dell`Ospedale anche si sente troppo freddo, benché il clima fuori sia molto piacevole. Percorrendo per la piazza della S.S. Annunziata, troviamo la statua equestre di Ferdinando I, opera di Pietro Tacca. A mezzogiorno gli studenti si siedono a fare rapporto tra loro, avendo la pausa, giacché questa zona è ricca in Università, luoghi di studio, scuole; e poi tornano a lezione. Abbiamo visto anche molti anziani lì. Qualcuno con gli occhi guardando davanti, perduti nella lontananza dei ricordi; altri con l`inverno nel cuore...ed altri 80enni con lo sguardo brillante, benché il corpo abbia il paso del tempo... In questa piazza, ha attirato la mia attenzione, il dettaglio della decorazione esterna degli edifici. Nell’ angolo superiore delle colonne si trovano piccoli angeli...vengono chiamati “i rubbineti”, che vennero fatti da Andrea della Robbia, nipote amato di Lucca...Lucca della Robbia!...sentirò il tuo nome alla pari da quello del sommo poeta... Circondando la Piazza, c`è un terzo edificio, la Loggia dei Servi di Maria. Fu progettato a completamento stilistico della piazza, agli inizi del Cinquecento da Baccio d`Angolo e Antonio da Sangallo. Le “S” attorcigliate nei medaglioni sono proprio il simbolo dei Servi di Maria. Oggi ospita un albergo.
La Loggia dei Servi di Maria
L`italiano in piazza. Qualche piazza di Firenze...(anche a modo mio). Siccome gli italiani hanno alla pari la passione tanto per mangiare quanto per chiacchierare, si divertono di solito, intorno una tavola. In Italia la chiacchierata è uno stile di arte. Se uno va per il marciapiedi o si ferma in una piazza o in galleria, si può sentire gli italiani parlando di tutto. Sia calcio, sia “Alitalia”, sia economia, lavoro, cibo, vino, ecc. Sia in un paesino in campagna come alla metropoli più importante c’è un posto che diventa il punto centrale d`incontro nella cultura italiana: la piazza. Non importa la misura... grande, piccola, sicuramente sempre ci si trova gente seduta, passeggiando, facendo rapporto con gli altri. Le piazze anche sono il primo posto per le feste, atti politici, ecc. Senza dubbio, uno di questi posti a Firenze è Piazza della Repubblica.
Mai ho potuto capire come hanno permesso lì una giostra, che taglia a metà la veduta della piazza. Peccato! Sempre mi sono sentita arrabbiata con quella giostra. Siccome, lo sapevano le mie amiche, spesso mi facevano scherzi, e mi portavano a fare cena a un ristorante che veniva chiamato “La Giostra”... Allora, questa Piazza ha forma rettangolare circa 75m per 100m. È il risultato più conosciuto (socondo alcuni tristemente conosciuto) dell`epoca del “Risanamento”, quando fu ridefinita l`urbanistica della città in seguito all`insediamento della capitale del Regno d`Italia a Firenze. (dal 1865 al 1871). Piazza della Repubblica è il centro della città dall`epoca romana. Qui esattamente dove si trova la Colonna dell`Abbondanza.
Dante riporta la tradizione orale che in queste vicinanze esistesse un tempio dedicato a Marte, che patrocinava la città: secondo il poeta ciò determinò il carattere bellicoso della città. Secondo altre fonti, una statua di Marte sarebbe realmente esistita e sarebbe stata collocata nel medioevo vicino al Ponte Vecchio, da dove fu però spazzata via durante l`alluvione del 1333. Seduti al caffè “Il Gilli”, si può osservare I portici con l`arco del Trionfo (Arcone) con la sua iscrizione, che venne disegnato dal Micheli e si ispira alla più aulica architettura rinascimentale fiorentina, anche se le aggiunte moderne li resero lontani dal vero stile antico. L`altisonante iscrizione che domina la piazza fu dettata, pare, da Isidoro del Lungo, o secondo altre fonti, da altri letterati: “L`ANTICO CENTRO DELLA CITTÀ DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO”.
L’arcone In cima all`Arcone, si trovava un gruppo allegorico in gesso con tre donne che simboleggiavano "l`Italia" "l`Arte e la Scienza". I fiorentini avevano taglientemente soprannominato le tre donne dando loro nomi di famose prostitute dell`epoca: la Starnotti, la Cipischioni e la Trattienghi. Il gruppo, notevolmente deteriorato, nel 1904 venne rimosso. Seduta al caffè “Il Gigli”, rivedo l`iscrizione sull`Arcone, però il mio sguardo va lentamente posandosi... sulla Giostra! (Come mai, l`hanno permesso!).
Caffè Il Gilli
L`aspetto attuale della piazza è causa degli interventi urbanistici attuati a seguito della proclamazione di Firenze capitale d`Italia (1865/71). In particolare, i lavori a Piazza della Repubblica ebbero luogo tra il 1885 e il 1895. Quel periodo, che stravolse l`assetto di buona parte del centro cittadino è conosciuto come il periodo di “Risanamento”, secondo la terminologia celebrativa ottocentesca, mentre dai detrattori è chiamato più prosaicamente lo“sventramento” cittadino. Oggi, Piazza della Repubblica continua essendo l’umbilico della città, (sebbene il Duomo sia quello turistico). La Piazza divenne una sorta di “salotto buono” di Firenze, vi si affacciarono fin da allora palazzi signorili, alberghi di lusso, grandi magazzini ed eleganti caffè, tra cui il noto Caffè delle Giubbe Rosse, luogo d`incontro e di scontro di letterati ed artisti di grande fama; anche il Caffè “Il Gilli” (dal 1733), e giustamente seduta lì rivedo quella giostra, e perfino non ho mai visto un bambino girandola!
Caffé delle Giubbe Rosse
Ho lasciato per ultimo, quella più importante da secoli...Piazza della Signoria. È la Piazza dove si trova il potere civile di Firenze con Palazzo Vecchio. A forma di “L” si trova nella parte centrale della Firenze medievale, a sud del Duomo e a poche decine di metri dal Ponte Vecchio e dall`Arno. Grazie ai ritrovamenti archeologici effettuati a partire dal 1974, si è potuto stabilire che le prime attività nell`area della piazza risalgono al Neolitico e che la piazza attuale consituiva una zona importante della città romana, con un impianto termale di epoca adrianea ed una fullonica di dimensioni industriali vicino al teatro, i cui resti sono stati rinvenuti sotto Palazzo Vecchio. La Piazza cominciò ad assumere la forma attuale intorno al 1268, quando le case dei Ghibellini che si ergevano nella zona furono demolite dai Guelfi vittoriosi a Benevento, ma senza dare all` area un`impostazione coerente ed unitaria, tanto che fu pavimentata solo nel 1385. Di pari passo venne costruito il Palazzo della Signoria, così la Piazza divenne il centro della vita politica cittadina, in antitesi con il centro religioso della Piazza del Duomo per i commerci che era el Mercato Vecchio, dove oggi sorge Piazza della Repubblica. Nel XIV secolo vengono aggiunte la Loggia della Signoria, per le cerimonie pubbliche, e il Tribunale della Mercanzia, istituto atto a dirimere le controversie di tipo civile e commerciale. L`elemento centrale della piazza è il trecentesco Palazzo Vecchio edificato tra il 1299 e il 1314 per dare una degna sede ai Priori delle Arti. Il progetto è riferito a Arnolfo di Cambio, che negli ultimi anni del XIII sec.è impegnato nei più importanti cantieri fiorentini: il Duomo, Santa Croce, e la nuova cerchia di mura. La tipologia dell`edificio reinterpreta con originalità i caratteri delle strutture fortificate medievali e costituisce un modello per i palazzi pubblici toscani costruiti successivamente. In particolare la torre di Arnolfo, alta 95 metri. La grande Piazza era quella preferita per lo svolgimento della Giostra del Saracino, un gioco che ha origine nel Medioevo, al tempo delle crociate, e allude alla lotta tra il bene e il male, tra cristiani ed infedeli. Molto apprezzata tra Cinque e Seicento, la Giostra cade in disuso alla fine del Settecento. Tutte le più importanti cerimonie legate alla vita della corte medicea, in particolare la nozze dei regnanti o i festeggiamenti in onore di personaggi illustri, avevano luogo in Piazza della Signoria. Troviano anche in questa Piazza, La Fontana del Nettuno, e importantissime sculture. Vorrei aggiungere un`ultima curiosità. Su un palazzo vicino ai caffè sul lato nord è presente una complicata meridiana ottocentesca, che indica il mezzo giorno esatto, inteso come l`istante in cui il Sole raggiunge la massima altezza, che a Firenze avviene una decina di minuti dopo le dodici. (Le tredici se è in corso l`ora legale).
Insomma, tutto è stato indimenticabile, però non si può lasciare Firenze, senza visitare “il Porcellino”( in realtà un cinghiale) che si trova in Piazza del Mercato, vicino alla Piazza della Signoria. Secondo la leggenda, si inserisce una moneta nella bocca dell`animale e nel frattempo si esprime un desiderio, si lascia andare la moneta e se questa entra nella grata sottostante del porcellino, il desiderio si avvererà il prima possibile. Fatto!.
Il porcellino L`ultimo giorno, siamo tornate alla Piazza della Repubblica, al luogo di tutti giorni. La giostra che mi dispiaceva tanto, rimaneva lì, coperta, senza girare. Il Caffè“Gilli”affollattissimo, viveva un giorno in più, assente delle nostre lacrime ed abbracci interminabili. Era la partenza. Veramente, la vita a volte diventa un sogno...e come se fosse un sogno, mentre tornavo sull`marciapiedi verso l`albergo per trovare i miei bagagli..messa nei miei pensieri,.mi sembrava ascoltare una voce...”Non tornare...non tornare”...Non mi sono voltata, ero convinta...era la voce della giostra in Piazza della Repubblica!!!...
….però il mio sguardo va lentamente posandosi... sulla Giostra! (Come mai, l`hanno permessa!). “-Non tornare, non tornare”-...non mi sono voltata, ero convinta… era la voce della giostra….
María Isabel Bruera Quinto Corso
È chiamata così perché lì si trova l’ ambasciata spagnola nel Vaticano dal VII secolo. Prima questa piazza aveva il nome di Chiesa Trinita dei Monti, dalla chiesa che si trova a pochi metri. Non ha grandi dimensioni e al centro si puo’ vedere la Fontana della Barcacia che fu costrutta da Pietro Bernini e suo figlio Gian Lorenzo Bernini. Molti turisti e anche cittadini di Roma la visitano sopratutto quando arriva il bel tempo.
La gente riposa sulle famose scalinate mentre prende un gelato o una bibita fredda da bere. Queste scalinate furono disegnate da Francesco De Sanctis e inaugurate dal Papa Benedetto XIII nel Giubileo del 1735. Negli ultimi anni questa scala , conosciuta a livello mondiale, è stata usata da palcoscenico per sfilate di moda dei piu famosi disegnatori italiani. Ana Bellezze Primo corso superiore
Mi
trovo qui… non ci posso credere!!! Domenica mattina. È un giorno bellissimo di sole. Sto in Piazza Vigevano, accanto al Palazzo Ducale; assagiando un caffé in un bel bar e di fronte a me… tutta la bellezza di questa piazza! Con le sue arcate circondanti, i negozi, la torre, i fiori… tanta gente!!
Immaginiamo che tutta la gente qui sia felice: le coppie, i
genitori con i loro figli, il rumore delle donne che
chiaccherano, un’altra coppia giovane che parla d’amore…. e
tutta l’arte e la cultura del paese, degli a
I miei genitori mi hanno sempre parlato della loro amata Italia.
Glaris Basso Primo Superiore - Pomeriggio
Ascoli Piceno ha la più bella piazza delle Marche, anche di Italia, Confesso che ho conosciutto Ascoli Piceno nel 2007, in un incontro dei Marchigiani all`estero. La città, come la piazza, sono di impianti medievali, caratterizzatta dal colore caldo del travertino, di cui sono fatti molti edifizi, case, palazzi, chiese, torri, tutto! La bellísima Piazza del Popolo assume l’ aspetto attuale durante il Cinquecento; la armonia delle proporzioni, la scelta dei materiali, ne fanno un gioiello del Rinascimento italiano.
Gli edificio più importante della piazza rappresentano i tre poteri: il politico con il Palazzo del Capitano del Popolo, con la sua torre merlata medievale ( devo dire con orgoglio marchigiano che lì si è realizata la reunione del Consiglio con tutti i marchigiani nel mondo...anche de Le Marche!
Il potere religioso con la Chiesa di San Francesco: un esempio di architettura gotica. La sua costruzione s’inizió nel 1258 e fu finita con la cupola nel 1549. È finalmente il potere commerciale con la Loggia dei Mercanti, in stile bramantesco con le sue colonne per dare più slancio allo costruzione, fu fatta erigere dalla Corporazione Della Lana.
Quello che più mi è piaciutto fu il Caffè Meletti, all’angolo della Piazza.
È veramente carino con la sua costruzione Della Belle Epoque. Ha un elenco dei 150 caffè storici d’Italia, è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più ilustri della città: punto di incontro di cultura e di vita mondana. Una curiosità?: fu usato per films come “Il Delfine” (1960), “Alfredo, Alfredo”, con Dustin Hoffman (1972), però lo veramente importante per noi ...il café ha ospitato gente molto famosa como Vittorio Emanuele II nel 1927... Di cuore, è una bellisima piazza de Le Marche...
Susana Strappini Primo Superiore
LA STORIA DELLE PIAZZE D´ITALIA. La piazza nasce in Italia, agli albori del Medioevo. Si può dire che ci sono due tipi di piazza, l´una a carattere religioso, l´altra a carattere civile e secondiariamente commerciale. Un terzo tipo è costituito infine, dalla piazza del mercato, sia per il commercio delle erbe o comunque per il mercato ambulante e anche questo tipo sarà qualificato in un modo particolare, secondo le regioni. Così avremo la piazza delle erbe al Nord, mentre al centro, la piazza cederà più volentieri al mercato coperto, ad esempio a Firenze, con le logge del Mercato Nuovo, anche se le logge tendono ad assumere un carattere di riunioni più aristocratiche. Il nucleo che nel Medioevo si costituì intorno alle piazze, rappresentò inevitabilmente il baricentro di sviluppo delle città, di cui partivano le fila di varie strade. È bello inseguire il lento costituirsi delle piazze nel Medioevo, anche se non è sempre possibile, e per lo più implica integrazioni di fantasia. È difficile infatti seguire lo sviluppo di una piazza, di un´epoca così antica, e caratterizzata da più un edificio. Bisogna aggiungere anche nel Medioevo, entro il circuito delle mura, il terreno urbano costava caro non solo per le difficoltà pecuniarie o per le prepotenze baronali, ma anche per il senso architettonico del Medioevo, che era particolare, propio perché la piazza non aveva né poteva avere, un impianto prospettico, e la veduta dal basso all´alto era certamente prevalente su quella orizzontale. Nel Cinquecento la chiesa comincia ad essere considerata come un punto radiale per cui viene presentata como il centro di una piazza porticata. Il tema della piazza riceve un nuovo impulso da Michelangelo e così si estingue la distinzione fra piazza-sagrato e foro civile. La grande novità è rappresentata dalle piazze berniniane e il Bernini arrivò gradualmente al suo capolavoro con piazza San Pietro. La basílica di San Pietro in Vaticano, a Roma, è senza dubbio la chiesa più famosa del mondo. Vi si accede dalle omonima piazza, capolavoro architettonico del Bernini, realizzato nel 1656. Nella piazza ci sono 4 file di colonne doriche che sembrano accogliere i pellegrini in un mistico abbraccio. La trabeazione è coronata da 140 statue di santi e da stemmi. Al centro della piazza si eleva il famoso obelisco. Ai lati, due stupende fontane , opera una del Maderno e l´altra del Bernini. Sul pavimento tra l´obelisco e le fontane, si trova una pietra circolare dalla quale, guardando il colonnato, lo si vede come se fosse composto da un´unica fila di colonne. E così possiamo enumerare tante piazze d´ Italia, tutte belle e piene di storia, e tutte opere uniche di un’ arte antichisima.
Stella Maris Lisi in Díaz Secondo corso
Sistemata in posto dell’antico stadio di Domiziano, rappresenta uno dei centri più frequentati e caratteristici della città.
Al centro della piazza si trovano tre fontane: Quella centrale è la famosa FONTANA DEI FIUMI.Voluta dal Papa Innocenzo X come decoro per l’obelisco che si erge al centro fu, nel 1650-51 realizzata dal Bernini e da alcuni suoi allievi.. Le Quatre statue che cingono l’obelisco rappresentano 4 fiumi: il GANGE, simboleggiante l’Asia, il NILO, (África), il DANUBIO,(Europa, il RIO DELLA PLATA (America). Sul lato meridionale della piazza Navona si ammira invece la FONTANA DEL MORO, originalmente realizzata su disegno del Della Porta, ma seguita dal Bernini e da G.Mari. Sul altro lato c’è la FONTANA DEL NETTUNO.
Dinanzi alla Fontana dei Fiumi, sorge la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, grande opera barocca del Rainaldi e del Borromini che realizzò la facciata e la cupola.
Completano la piazza altri tre edifici: la Chiesa di Santa Maria dell’Anima , la Chiesa di Santa Maria della Pace,e il palazzo Pamphilj. Quest’ultimo, eretto nel 1650 dal Rainaldi, è, attualmente sede dell’Ambasciatta del Brasile ed ospita,all’interno, una ampia sala decorata con affreschi di P.da Cortona. Mi sembra un bellisimo posto da conoscere. A me piacerebbe restare qui e passeggiare per tutta la città. E un sogno che aspetto sia realizzato presto. Alessandra in Thailinger Primo Corso Superiore
L´italiano in piazza: Piazza Navona
Lo stile è monumentale per volere di Papa Innocenzo X della familia Pamphili.
Si trova dove ai tempi dell’antica Roma era lo stadio di Domiziano, poiché era uno stadio e non un circo, non c’erano i carceres ( i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) come ad esempio il Circo M assimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. L’obelisco che ora sta al centro della piazza non si trovava lì, ma viene dal circo Massenzio, che stava sulla via Appia.
Il nome della piazza era originariamente “in agone”, lo stadio era usato solo ed exclusivamente per le gare di atletica. Anticamente la piazza era concava, si bloccavano le chiusure delle tre fontane e l’acqua usciva, in questo modo si allagava la piazza.
Questa piazza e in un certo senso l’orgoglio della Roma barocca, con elementi architettonici e scultorici di maestri come Gian Lorenzo Bernini che ha fatto la Fontana dei Quatro Fiumi al centro della piazza che rappresentano il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata, i quatro angoli della terra; Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi per la Chiesa Sant´Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini e Pietro da Cortona autore degli affreschi della galleria di Palazzo Pamphili.
Piazza Navona ha anche altre due fontane: la Fontana del Moro, situata nell´area sud della piazza, e la Fontana del Nettuno, situata nell´area nord.
Nella piazza sono ancora molte case antiche, che hanno un secondo portone d´uscita nelle vie adiacenti. Nel 1477 dal Campidoglio venne trasferito il mercato delle derrate e vi durò fino al 1870 per passare a Campo di Fiori, dove e tenuto attualmente. Sonia Allasino Primo Corso Superiore
Se dovessi
scegliere una piazza d’Italia sarebbe la Piazza del Popolo, a Roma. Il suo nome viene dalla tradizione che ricorda infatti che là c’era un boschetto di pioppi (dal latino: populus) intorno alla tomba di Nerone. Un’altra notizia storica dice che Papa Pasquale II (1050-1118) fece costruire a ridosso delle mura della città una cappella, a spese del popolo romano, perciò, la piazza aassunse il nome “del Popolo”.
Di forma ellittica, vienne costruita da Giuseppe Valadier nel XIX sec. Costituisce l’unione delle tre strade principale di Roma, una delle quali è Via del Corso.
Si vede nella foto
l’obelisco egizio portato da Heliopolis e architettonicamente custodito da
quatro leoni. Tre chiese si affacciano alla piazza: Santa Maria del Popolo, vicino alla porta del Popolo, che era una delle entrate più famose della città, chiamata anche Porta Flaminia e infine le due chiese gemelle .
1807 - 2007 -
BICENTENARIO
DELLA NASCITA
DI
GIUSEPPE GARIBALDI A Rafaela, il mercoledì 25 aprile, alle ore 19:00, presso la sala Mario Vecchioli della Sociedad Italiana "Víctor Emanuel II", il Capo dell’Ufficio Scuole del Consolato Generale d’Italia, Pres. Nando Romano, ha tenuto la conferenza “GARIBALDI, UNO E DUE, NEL QUADRO DEL RISORGIMENTO".
Organizzata dall'Associazione
Dante Alighieri di Rafaela ed il Dipartamento di Italiano dell’U.M.T.E
(Università della Media e Terza Età) nel corso delle celebrazioni del 25 aprile, “Giorno della Liberazione” È
seguita l'esecuzione dell'inno "Desafío a lo largo del Paraná"
di Romano-Vives La partecipazione di pubblico è stata folta e la conferenza ha destato vivace interesse e partecipazione. Il conferenziere ha dimostrato grande fascino espositivo e capacità di coinvolgimento dell'uditorio, che ha sottolineato la conclusione della manifestazione con lunghi e calorosi applausi.
Celebrazione del "Giorno della Repubblica italiana" e del “Giorno dell’immigrante italiano". Il 3 giugno 2007, organizzato dall’Associazione Dante Alighieri di Rafaela, l’Associazione Veneta di Rafaela e il Municipio di Rafaela, è stato rappresentato, nella Sala Magna della Società italiana, lo “Show di tenori - canzoni italiane”. Il pianista Tomás Ballicora ed il tenore del teatro Colón di Buenos. Aires, Santiago Bürgi, hanno interpretato alcune delle melodie più famose della canzone italiana e napoletana.
OMAGGIO AL POETA GIUSEPPE MASCOTTI. Organizzato
da E.R.A (Scrittori Rafaelini Associati) e dall’Associazione Dante
Alighieri di Rafaela. Il
giorno 6 luglio 2007 ha avuto luogo nella Sala Vecchioli
dela Società Italiana “Vittorio Emanuele II” di Rafaela,
l’Omaggio al poeta Giuseppe Mascotti, a cura del Prof. Omar Vecchioli. Per
l'occasione
4 luglio 2007 BICENTENARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE GARIBALDI. Si è tenuta di fronte al busto di Garibaldi una cerimonia per celebrare il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, organizzata dall'Associazione Dante Alighieri di Rafaela. Membri dell'Associazione hanno reso omaggio all'eroe dei due Mondi con una offerta floreale.
RACCONTARE RACCONTI IN ITALIANO. Nei corsi superiori di lingua e cultura italiana si è iniziata un’attività che ha avuto un’immediata risposta favorevole sia da parte degli alunni che leggono, che da parte degli alunni che ascoltano. In questo esercizio di lettura infatti, gli alunni che leggono hanno la possibilità di esercitarsi nella lingua orale, migliorando la conoscenza della fonetica e imparando ad esprimersi con la giusta enfasi in base al contesto.
Riguardo agli alunni che ascoltano, di solito abituati a sentire solo la voce del professore, non solo sono costretti a sentire altre voci, aumentando la capacità di discriminazione dei suoni linguistici, ma hanno anche l’opportunità di conoscere racconti di noti scrittori e interessarsi così alla cultura italiana. Quest’anno le alunne del Terzo Corso Superiore, Approfondamento 2, e del Primo Superiore hanno mostrato un grande entusiasmo nella realizzazione di questa gradevole attività. I racconti che fino adesso sono stati letti sono: il primo e il secondo capitolo di "Pinocchio" di Collodi e "Il gallo Cristallo" di Italo Calvino. Si è letto "La traversata dei vecchietti" di Stefano Benni.
SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA - 2007. La VII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo che si organizza ogni anno nel mese di ottobre, ha proposto quest’anno come tema “L’italiano e il mare”. In tutti i corsi della nostra Dante l’argomento è stato proposto attraverso canzoni e testi di scrittori che alludono al tema. I nostri alunni vi hanno aderito con molto piacere plasmando le loro idee, sentimenti e tutte le sensazioni che producono in essi “il mare”. Vi invitiamo a leggere questi lavori.
Il mare non è per me. Sono una persona “mediterranea”, cioè, sono nata, allevata e da sempre sono vissuta sulla terra in mezzo alla campagna. Mi piace moltissimo il suolo della pianura, nero, umido, che si può lavorare, seminare e ti ricambia venti volte quello che tu gli hai dato. Le poche volte che sono stata al mare, fu in vacanza. È bello, certo, ma soltando da guardare, ascoltare e, sempre che non faccia molto freddo, immergersi entro i primi due metri d’acqua davanti alla spiaggia, per alcuni minuti, fino a che un’onda ti riporta sulla sabbia. Inoltre, detesto non vedere dove metto i piedi. Non amo neanche i viaggi in barca. Mi fanno male allo stomaco. Una volta il mare era mosso, e sono stata male per tutto il tempo. Penso che l’uomo sia una creatura terrestre e potrà difendersi dal mare, ma mai dominarlo. Elena Mandrile - 3º Corso Superiore di Lingua e Cultura Italiana.
Una volta, gli antichi immaginavano la natura popolata da innumervoli esseri, tutta viva della loro vita. Nel cielo, dietro la mutevole cortina delle nubi o dietro un velo di azzurro sereno, si celavano gli dei supremi. Il mare, la cosa più grande che l`uomo può contemplare, dopo il cielo, era la dimora di altri dei e semidei. Signore del mare era Nettuno, marito della bellissima ninfa Anfitrite. Vedete là le onde dal moto eterno? Esse levano la loro criniera di spuma bianca…Non le chiamate voi ancora “cavalloni”. Ebbene, gli antichi credevano veramente di scorgere, sulla superficie del mare, le sconvolte criniere dei favolosi cavalli di Nettuno. Il loro corpo finiva in coda di pesce, in modo che essi galoppavano e nuotavano insieme, trascinando il dio armato con un tridente e sua moglie adorna di perle, su un cocchio splendente. Questo era seguito da un tumultuoso corteo di tritoni semiuomini e semipesci, con le guance gonfie nell`atto di soffiare in trombe fragorose, e da una schiera incantevole di sirene e di ninfe oceaniche, coronate d`alghe smeraldine, con lunghe chiome fluttuanti, candide braccia e lunghe code squamose. Accanto ad esse, guizzavano e saltavano con folli balzi i buoni delfíni, amici dei naviganti. Guardate come, all`improvviso, il cielo s`é coperto di nubi minacciose, come il colore del mare si é incupito! Soffiano i venti, i venti di tempesta! Eolo e i suoi figli si scatenano con violenza inaudita, soffiando, urlando, fischiando, sibilando...Presto, presto, o Proteo, pastore delle greggi di Nettuno, raccogli i tuoi armenti di animali marini! Sulla superfície sconvolta delle acque, i velieri sono squassati dalla furia degli elementi, la bufera urla paurosamente, i marosi ruggiscono e mugghiano. E i naviganti atterriti ad un tratto credono di scorgere fauci di mostri immani, gorghi inesorabili...Ma ecco, dal profondo, echeggiare un canto soavissimo, malioso, irresistibile: sono le voci delle Sirene, che narrano come sia dolce posare laggiù, negli abissi marini, tra fiori prodigiosi dalle vaghe forme e dai colori incantevoli... Guai a chi ascolta le Sirene! Esse sono l`agguato della morte, senza speranza di ritorno, mai più. Ma il mare aveva altre abitanti meno sinistre e meno infauste le Nereidi, le cinquanta figlie della ninfa Doride e del buon Nereo, il mite giardiniere della flora marina, pietose soccorritrici dei marinai; e le Oceanine che, udendo i colpi del martello di Efesto, accorrevano, compassionevoli, a confortare coi loro soavi canti Prometeo incatenato alla rupe...E non era forse nata dal mare Venere, la più bella fra le dee? Una mattina, nel roseo chiarore di una incantevole aurora di primavera, galleggiava sulle onde una conchiglia a ventaglio, di madreperla iridescente: le sue valve erano schiuse ed era apparsa la dea, più bianca del pulviscolo di spuma marina che l`avvolgeva nella luce del sole sorgente. Non era forse figlio di una divinità marina, Teti, il più fulgido eroe celebrato da Omero, Achille piè-veloce? La madre per preservarlo della morte, l` aveva inmerso in un fiume sacro, tenendolo per un piede: solo il talone era rimasto asciutto; e, in quell`unico punto vulnerabile del suo corpo, appunto Achille fu colto dallo strale di Paride, e ucciso. Sulle rive dell`Egeo, la notte si sentiva venire dal mare un sommesso lamento: erano le Nereide che piangevano Achille travolto dal fato inesorabile… Quale fascino esercitano ancora le antiche favole, quando dispiegano innanzi a noi il loro magico arazzo, animato degli esseri soprannaturali che l`inesausta fantasia dell`uomo creò, nella giovinezza a nell`aurora del mondo! Se una sera andate in barca sul mare, guardate in alto, il pallido volto della dea Luna, che manda il suo influsso sulle onde e governa il ciclo ricorrente dell`alta e della bassa marea. E se il volto della Luna è nascosto, tuffate allora la vostra mano nell`acqua: Oh, meraviglia! Ritraendola vedrete una scia luminosa di gemme sulle onde buie... È il fenomeno della fosforescenza, prodotto da innumerevoli minutissimi molluschi, vi spiegheranno gli scienziati…Ma se volete fantasticare con me, immaginate di vedere i lembi argentei dei veli che coprivano le ninfe del mare, un tempo, quando (come voi edificate gli effimeri castelli di sabbia che vi danno tanta gioia) l`uomo sapeva ancora edificare i meravigliosi castelli del sogno… María Isabel Bruera - 4º Corso di Lingua Italiana.
Mercoledì 7 dicembre ha avuto luogo la Cerimonia di Chiusura dell’Anno Scolastico 2007 dell’ Asociación Dante Alighieri di Rafaela nella Sala Magna della Società Italiana “Víctor Manuel II” di Rafaela, via Pueyrredón 262. Sono stati consegnati i certificati di Frequenza e Valutazione agli alunni e alle diplomate 2007: María Julia Lencioni, Elder Leonardi ed Elena Mandrile. Il canto è stato presente come un mezzo di comunicazione e di espressione di gran valore e qualità grazie al Coro “Rafaela Canta” diretto dal Prof. Luis Anselmi.
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Pueyrredón 262 - Rafaela - Santa Fe - Argentina - 03492 - 421872 ( 2300 ) |
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